giovedì 21 gennaio 2010

Con il sole in fronte_10



CON IL SOLE IN FRONTE…

Riduzione teatrale di Andrea Collina, dal racconto “Il Decimo Clandestino

di Giovannino Guareschi
Finisco qui di tediarvi ulteriormente con la bruttura di questa riduzione teatrale.
Che chiunque legga questa cosa mi perdoni di tanta presunzione...
Che Giovannino da lassù mi perdoni per aver utilizzato il suo genio per il mio piccolo angolo di desolazione...
Che Dio mi perdoni per tutto quanto ho fatto e farò in questo angolo di virtualità...
... SEGUE

(Buio. Solo una luce sul quadro. Marcella e i Clandestini vanno dietro al telo e, in trasparenza si vedono tutti i loro movimenti. Sul palco rimane da sola la Signora che si stringe in petto il medaglione e si siede sul lettone).

Signora: Andate, nove piccoli clandestini.

Godetevi il calore di un amore che sboccia a Primavera.

Andate nove boccioli di Primavera nei campi

dai quali siete stati tratti e con amore e sudore coltivati.

Io sono qui. E sarò qui ad attendere…

Ad attendere dietro una tenda… O dietro uno spioncino…

Dalle stanze chiuse del mio dolore… Dal buio della mia nostalgia…

Io attenderò voi. Andate e tornate portando un po’ di questo calore di Primavera,

che sciolga il gelo di queste fredde stanze.

Andate e tornate portando nel mio cuore una inattesa Speranza.

(Pausa. Si abbassano le luci. Rimane ben illuminato solo il telo trasparente).

Ecco che le luci della sera succedono eterne alle luci del giorno…

E il mio cuore ancora vi attende…

(mentre la Signora parla Marcella e i Clandestini passano al buio dietro il telo illuminato, mostrando solo la propria ombra)

Eccovi che silenziosi entrate.

Eccovi che discretamente e amorevolmente portate l’Imprevisto di questa nuova Primavera…

Ecco la dignitosa e coraggiosa madre (passa Marcella)…

Ecco il clandestino più piccolo, aggrappato alla sua sottana…

Clandestino due…… Clandestino tre…… Clandestino quattro……

Clandestino cinque…… Clandestino sei…… Clandestino sette…… Clandestino otto…… Clandestino nove… Clandestino…

(entra nell’ombra un altro bambino. Ed è l’ombra di un bambino completamente diverso da tutti i nove clandestini. E, arrivata al centro dello schermo luminoso della finestra, l’ombra sosta e alza un braccio e agita la mano in segno di saluto. Sì: saluta proprio lei. Proprio la Signora. Il decimo clandestino saluta, e poi seguita la sua strada e esce dallo schermo e diventa un’ombra nell’ombra. La Signora si gira verso il ritratto e si scioglie nella commozione. Inizia in sottofondo e prosegue ad libitum fino alla fine della scena “Voglio vivere così”)

… Il decimo clandestino… Proprio TU…

Quanto ti ho atteso… Da sempre nelle lacrime Ti ho atteso…

Ho atteso sempre Te, che eri da sempre presente.

Una presenza calda e amorevole.

Raggio di sole di Primavera. Bocciolo di Primavera appena piantato.

Piantato e per sempre presente.

Presente nel mio Amore.

Misteriosa Presenza che mi riempie di serenità.

(La Signora balla stringendo in petto il suo medaglione. Sipario)

FINE

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