... SEGUEII ATTO
Prologo
Buio. Finisce il pezzo di “Voglio vivere così”. Sulle ultime battute della musica, si accendono alcune luci sul palco. C’è il telo trasparente illuminato, come nel I Atto. Si illumina anche una poltrona sul lato sinistro del palco, bella nobile, imbottita di tessuto rosso e con il legno intarsiato e decorato d’oro. La poltrona è girata verso il telo, alla sinistra dello stesso. Dall’altra parte è appeso un quadro che presumibilmente ritrae una Madonna con Bambino, stile ‘500 o ‘600. Sulla poltrona, è seduta la Signora, che con espressione triste, serie e malinconica, guarda prima le ombre dietro il telo, che ora è una finestra aperta o chiusa al mondo e poi il pubblico. La scena nel complesso, appare dignitosa, austera e un po’ triste. Una luce illumina il volto della Signora.
Un raggio di sole...
Flebile raggio di sole d’Autunno...
Piccolo e dolce appiglio di una remota speranza
(Pausa... poi con seria certezza, in crescendo)
Sperare, oltre ogni speranza.
Che questa finestra chiusa del mio cuore
si spalanchi ad una fresca brezza di Primavera,
che, come un sogno premonitore,
si aggrappa a questo piccolo raggio di sole!
Un raggio di sole che fa diventare tutto un’ombra.
(Pausa)
Appena un’ombra mi scuote
nel silente buio della mia mancanza.
(La Signora si alza dalla poltrona e cammina davanti al telo trasparente guardando il quadro nell’altro lato.)
Non più gioia.
Non più vita.
Non più serenità.
Il mio Giacomo non c’è più.
(Pausa. Poi con commozione)
Il mio piccolo, tenero Giacomo, orgoglio e sostegno della mia vita.
Il mio tenero amore. Raggio di sole della mia vita!
Piccolo e tenero bocciolo di Primavera.
(Pausa. Poi riprende col tono serio dell’inizio)
Il sole ormai è tramontato e l’ombra di questo palazzo mi avvolge.
Il gelo dell’inverno senza più un senso,
abita e ghiaccia il mio cuore.
E io chiusa dietro questa finestra.
(Si gira verso il telo trasparente e indicandola, prosegue)
Una finestra chiusa nella chiusa mia vita.
Una finestra chiusa da cui il mondo passa.
Il mondo... (pausa e quasi un sorriso sarcastico… Da questo momento dietro il telo, in ombra iniziano a muoversi figure di uomini che passano, gesticolano e vanno via)… il mondo che passa riverente ad ogni ora.
Il mondo che scorre dimentico e fragile come un’ombra. (Pausa)
Un’ombra che fugge via come la mia speranza.
(Pausa. Ora la Signora si riaccomoda sulla sua poltrona e parla verso il pubblico, mostrando la sua dura e triste dignità. Ogni frase è come una sentenza. Parola definitiva sulla sua condizione)
Speranza, ogni oltre speranza. (Pausa)
Speranza in una presenza che è un’ombra. (Pausa)
Basta un’ombra per farmi sussultare. (Pausa)
L’unica speranza del mio cuore,
è un’ombra che è silenzio.
(Pausa. Poi dietro il telo, sempre in ombra, compare una figura d’uomo, grande con un grande mantello. La signora si alza e riprende a guardare il telo trasparente. Mentre la Signora parla appaiono le sagome di nove ragazzini)
Un’ombra che mi suggerisce e mi rassicura
(In crescendo ora di emozione) Perché se c’è l’ombra,
allora significa che c’è il sole,
Se un’ombra gela,
il sole ancora continua a riscaldare.
Il calore c’è.
Il sole c’è.
Il calore del tuo ricordo, o Giacomo! (Indicando con le mani giunte a preghiera il quadro)


