lunedì 23 novembre 2009

Con il sole in fronte_4

SEGUE...

Scena 2

Entra la I Portinaia che passa la scopa per la scena, canticchiando “Voglio vivere così”. Si ferma. Allinea la panchina (o le due sedie) presente sul palco. Poi rincomincia a canticchiare. Mentre è di spalle e continua a canticchiare, entra Marcella che cerca di richiamare la sua attenzione.

Marcella: (timidamente) Mi scusi... (poi con più decisione) Mi scusi! (Si avvicina decisa alla I Portinaia e la prende per la spalla). Mi scusi!

I Portinaia: (destata di soprassalto) Oh cielo! Cosa c’è?

Marcella: Ho saputo che in questo stabile affittano un appartamento.

I Portinaia Sì un appartamento di due stanze più cucina c’è. Però, prima ancora di farglielo vedere, bisogna che le domandi in quanti siete in famiglia.

Marcella: Sono vedova.

I Portinaia: Ha dei figli?

Marcella:  Sì. (e dopo una pausa) Quattro.

I Portinaia: (con fare catastrofico e alzando le braccia al cielo) No! Non ne parliamo neppure. I proprietari sono inflessibili in fatto di bambini. Ne ammettono al massimo uno.

Marcella (con risentimento e sarcasmo) Allora, secondo lei, ne dovrei ammazzare tre?

I Portinaia: (alzando le spalle e annuendo) Questa è una casa così. Io eseguo degli ordini. (a questo punto per tutta la durata scena la portinaia continua a spazzare il palco e si avvicina all’uscita dietro il telo trasparente)

Marcella: (inviperita) D’accordo: però è una cattiveria da parte dei padroni.

I Portinaia (continuando nello stesso atteggiamento) Si tratta di alloggi piccoli sufficienti appena per due persone. Non esiste neppure la cubatura sufficiente... (la I Portinaia esce di scena continuando a spazzare)

Marcella (irata e decisa, senza scomporsi più di tanto, rivolta alla portinaia che sta uscendo) Ho capito. Vuol dire che prenderò alloggio sotto gli archi del Ponte di Mezzo. Spero che, lì, ci sia la cubatura sufficiente!

Marcella si siede con la testa bassa su una delle sedie (o sulla panchina) al centro del palco. Rientra l’Ometto che le si avvicina e le tocca una spalla ridestandola.

Marcella: (con grande serietà) Senta, del terzo alloggio che aveva contattato, cosa mi dice?

Ometto: (con una certa pietà) Se dà retta a me, non perda neppure fiato a provare. Per lei, dei tre questo è il meno adatto. È un antico palazzotto in centro, pieno di dignità e di pretese. Un palazzotto arcigno, che dà soggezione. Pensi che ha, davanti, un piazzaletto nitido, deserto, stando nel quale viene spontaneo di parlare sottovoce per non turbare quel secolare silenzio. È un posto certo non adatto agli schiamazzi di nove ragazzini che vengono dalla campagna!

Marcella: (decisa e seria) Non se ne incarichi: mi porti sul posto e poi lasci fare a me.

Ometto: Io ce la porto, alle solite condizioni. Quando arriverà dalla Portinaia dica che l’ha inviata l’agenzia e chieda direttamente della Signora. Lei, poi ti indicherà. (pausa. Poi con fare dubbioso) Ma, come farà per la questione della sua “mercanzia”? Quanti pensa di dichiararne alla Signora? Non è meglio che ne lascia un po’, magari tre o quattro, in campagna da suo suocero o da suo cognato?

Marcella: (con decisione) Dirò che non ho figli. (Pausa, poi, guardando il pubblico) Dio mi aiuterà!

Buio. Musica iniziale. Sipario.

FINE I ATTO.

CONTINUA...

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